Marco Benincasa di Modellistica International presenta il lo YAK 130 Freewing

Nel 1993 Aermacchi e Yakovlev iniziarono un progetto congiunto per realizzare l'addestratore avanzato che avrebbe formato i futuri piloti dei caccia di 5ª generazione come l'Eurofighter, l'F35, ed il Sukhoi Pak-Fa.

Dopo aver realizzato il primo dimostratore, che volò del 1996, Aermacchi e Yakovlev, in disaccordo su vari aspetti del progetto, sciolsero la loro partnership. Proseguirono così a sviluppare il nuovo addestratore separatamente, e così sono nati lo YAK 130 e l'Aermacchi M346 Master, che infatti sono molto simili tra loro.

In questo articolo vi presento la semi-riproduzione dello YAK130 che Freewing ha recentemente immesso sul mercato e che Jonathan commercializza in Italia.

Prodotto in espanso EPO, arriva verniciato con completo di decals già applicate, mini-servi con ingranaggi in metallo, ventola da 70 mm con motore da 2850 Kv, regolatore da 60A, e carrelli retrattili elettrici.

E' disponibile in due diverse versioni: una per batterie Lipo 4S ed una più performante per pacchi 6S, da 4000 a 5000 mAh di capacità.

Per completarlo abbiamo bisogno di una radio da almeno 6 canali.

La versione per quattro celle Lipo è più adatta a chi è alle prime esperienze con i jet: la velocità massima è minore, ma è minore anche il peso totale del modello, il che lo rende più facile da pilotare e capace di atterrare a velocità più ridotte, e quindi più lento in atterraggio.

Lo YAK 130 protagonista di questa prova è un esemplare della versione per pacchi 4S.


Descrizione

Come detto, lo Yak 130 è un addestratore, ed infatti l'ala alta e la superficie a disposizione lo rendono pilotabile dalla stragrande maggioranza degli aeromodellisti. Inoltre essendo dotato dei flaps è possibile ottenere velocità minime perfettamente gestibili, anche da chi è alle prime esperienze.

Le misure, 92 cm di apertura per 105 cm di lunghezza, sono perfette per renderlo trasportabile in qualsiasi auto, ma rimanere comunque ben visibile e con una buona "presenza" in volo.

La qualità è veramente ottima, come ogni prodotto Freewing che ho avuto il piacere di provare; lo stampaggio è di alto livello, ed anche le lavorazioni non sono da meno. La cappottina trasparente è smontabile, per dare accesso al vano batteria.

 

Assemblaggio

Montare lo Yak 130 è facile e veloce: servi, carrelli e impianto propulsivo sono già installati, quindi non dobbiamo fare altro che incollare il piano di coda, la deriva (collegando prima i relativi servi alle prolunghe che troviamo già installate), e le quattro baionettine in carbonio, due per ogni semiala. Queste vanno appunto incollate a coppie nelle semiali, che saranno poi fissate alla fusoliera tramite due viti ciascuna, rimanendo così smontabili.

Gli incollaggi si possono fare con cianoacrilato (io ho usato il Geko per EPP dei Jonathan) oppure con la colla fornita nella scatola, tipo UHU Por, che però ha bisogno di diverse ore per l'essiccazione.

Come vedete, in meno di un'ora siamo pronti per collegare le spinette delle prolunghe ad "Y" dei servi alla nostra ricevente; a proposito delle "Y", la Freewing ha avuto l'ottima idea di installare due servi con rotazione "inversa": uno dei due elevatori e uno dei flaps. In questo modo non c'è bisogno di metterli su due canali separati ed invertirne la corsa, in quanto hanno già il verso corretto e quindi possono essere uniti con le "Y". Su ogni cavo troviamo l'etichetta con il nome della "funzione" e quindi si collegano subito sul canale corretto della ricevente.

Sullo YAK 130 della prova ho installato una Futaba R6008 da 8 ch.

Programmazione e centraggio

Lo Yak 130 Freewing non richiede alcuna programmazione particolare e nessuna miscelazione. Come mia abitudine ho programmato tre valori per gli alettoni e l'elevatore corrispondenti alle tre posizioni di due interruttori sulla mia trasmittente: corsa massima con expo al 35% - corsa consigliata con expo al 30% - corsa ridotta al 60% con expo al 25%. Sulla deriva metto sempre la corsa al massimo ed il 30% di expo.

I flaps li ho assegnati allo slider laterale destro, come sempre, perchè mi piace poter regolare i flaps con ogni "tacca", ma chi preferisce può metterli su un interruttore a tre posizioni. Ho rallentato il movimento dei flaps in quanto più realistici e soprattutto in questo modo si rende più progressivo l'eventuale cambiamento d'assetto (abbassando i flaps il modello potrebbe cabrare, picchiare o rimanere neutro); non sapendo come avrebbe reagito ai flaps, non ho impostato nessuna miscelazione flaps/elevatore.

Una notta importante sul baricentro: sul modello della prova ho usato un pacco Jonathan FullPower 4S da 4200 mAh 35C Silver ed uno identico ma della serie "Gold" da 50C; entrambi pesano all'incirca lo stesso, e per posizionare il baricentro nel punto indicato dalle istruzioni (che si è rivelato perfetto! Rispettatelo!) ho dovuto metterlo nel punto più avanti possibile. Ognuno di questi pacchi pesano circa 430 gr., tenetene conto se voleste usare pacchi di altre marche (anche se io vi consiglio vivamente questi...sono di alta qualità ed hanno un ottimo prezzo!).

 

Volo

Un bel vento traverso, ma qualcosa mi dice che per lo Yak 130 non sarà un gran problema: motore al massimo, ottima accelerazione, lo lascio correre una quarantina di metri e poi cabro facendolo staccare con dolcezza. Carrelli su e....ehilà! Meno male che la versione 4S è la "meno performante"! La velocità al primo passaggio è notevole, ed il rumore della ventola, basso e con un buon "rombo", è davvero gradevole, lontana dall'"urlo" delle ventole del passato; d'altronde le ventole Freewing si sono sempre dimostrate molto efficienti, con consumi ridotti ed ottima spinta.

La colorazione rossa, che riproduce quella utilizzata su uno dei primi prototipi dell'aereo originale, garantisce un'ottima visualizzazione in volo.

Il modello vola benissimo, necessita solo di qualche tacca di trim (due "bip" a destra sugli alettoni ed un "bip" a cabrare) per volare perfettamente livellato, da solo. Dopo qualche passaggio per le foto, vado in quota e provo lo stallo: meraviglioso! Con il cabra tengo leggermente il muso alto per poi arrivare in fondo corsa un attimo prima dello stallo: lo Yak abbassa il muso e riprende subito a volare! che dire se non....ottimo!

L'acrobazia di base, ovvero loopings e rolls, non pone alcun problema, anzi: i rolls sono piuttosto assiali e realistici, e grazie alla potenza si possono fare dei bei looping grandi e tondi. Rimango davvero impressionato dai comandi: molto precisi, e non c'è alcuna "inerzia" o altro.

Provo i flaps: danno solo una leggerissima tendenza a picchiare, così leggera che non vale nemmeno la pena di fare una miscelazione.

Dopo circa 5 minuti di volo, provo qualche avvicinamento e poi un atterraggio: è proprio come pensavo, lo YAK 130 Freewing è come l'aereo che riproduce, un ottimo "trainer", adatto anche a chi si avvicina per la prima volta all'affascinate mondo dei jet, in quanto atterra a velocità vicine a quelle di un normale ala bassa ad elica, stabile e controllabile perfettamente fino all'ultimo, anche se siete un "pò troppo" lenti.

Ri-decollo e volo un altro paio di minuti, e poi riatterro, penso che le batterie siano prossime a calare, anche se dopo 7 minuti di volo effettivo non hanno ancora dato alcun "segno". Dopo l'atterraggio le controllo con un "lipo checker" e....ho avuto "occhio": il pacco è a 14,83V, cioè il suo voltaggio nominale. Il primo volo è stato fatto con il pacco "Silver" 35-55C, ora monto il "Gold" da 50-80C. Stavolta decollo con i flaps, gli abbasso a circa il 30% della corsa e do tutto motore: l'accelerazione è nuovamente ottima, ed il decollo avviene in meno di 30 m! I flaps funzionano proprio bene! Il resto del volo avviene esattamente come il primo, non noto un particolare incremento nelle prestazioni dovute ai maggiori "C" delle batterie. Gli assorbimenti infatti sono talmente bassi, intorno ai 50A al massimo a terra, che una batteria da 4200 mAh 35C, che da quindi ben 147A continui (!), è più che sufficiente per tirar fuori il massimo dal motore.

 

Conclusioni

Davvero ottimo, ma da Freewing non mi aspettavo di meno. Grazie a Jonathan che come sempre porta in Italia prodotti di ottimo livello.

Se volete il vostro "primo jet", o se cercate comunque un jet elettrico che vola in modo favoloso ed è trasportabile montato in qualsiasi auto...eccolo qua!

Buoni voli a tutti

 

Marco Benincasa

Articolo a cura di Modellistica International